An angel in the city
lunedì, 06 luglio 2009
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Al mattino lei si sveglia leggera, mentre fa la doccia canticchia sommessamente.
La giornata trascorre tra impegni lavorativi e ordinarie incombenze quotidiane fino al tardo pomeriggio.
Tornata a casa lei si fa ancora una doccia, si cosparge il corpo di unguenti profumati ed, ancora in accappatoio, apre l'armadio per scegliere l'abito adatto al suo appuntamento.
Ne prova uno, un altro ancora. Si spazientisce perchè le combinazioni di colori non vanno, eppure non è la prima volta che indossa quel vestito. All'improvviso, le appare la soluzione: quel tubino nero, comprato mesi prima e mai indossato, sembra perfetto per l'occasione.

Finisce di vestirsi, un ritocco al trucco e agli accessori.
Quel tacco, quella sfumatura di ombretto, quel particolare dell'acconciatura appartengono ad un antico rituale, che lei pratica, come tutte le donne da millenni, con consumata abilità.
Ora ecco la risvegliata dea seduttrice pronta ad affrontare il suo appuntamento al buio. Ed ora è certa, che comunque dovesse andare il suo incontro, sarà lei a decidere.

postato da: harielle alle ore 22:09 |
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sabato, 04 luglio 2009
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Questo tartarughino
non ha madre:
lo partorì una gitana,
l'abbandonò per strada.
Non ha madre, sì;
non ha madre, no;
non ha madre,
l'abbandonò per strada
Questo pupetto
non ha culla:
suo padre falegname
gliene farà una.
Este galapaguito
no tiene mare;
lo pariò una gitana
lo echò a la calle.
No tiene mare, sì;
no tiene mare, no;
lo echò a la calle.
Este nino chiquito
no tiene cuna;
su padre es carpinero
y le harà una.
FEDERICO GARCIA LORCA
(ai cuccioli del mondo, ma non ho inserito foto di bambini per non violare in nessun modo la loro innocenza e riservatezza )

(e questa qui è la mia Minnalouche)
postato da: harielle alle ore 08:21 |
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lunedì, 29 giugno 2009
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La citazione completa del titolo del post, tratta dal Don Chisciotte, è questa, e rende giustizia fino in fondo alle mie attitudini di lettrice compulsiva e passionale.
Eccola: “Insomma, tanto s’impigliò nella cara sua lettura che gli passavano le notti dalle ultime alla prime luci e i giorni dall’albeggiare alla sera, a leggere. Cosicché per il poco dormire e per il molto leggere gli si prosciugò il cervello, in modo che venne a perdere il giudizio”
Ma è tempo di estate e di giochini. Così ho aderito ad un simpatico passatempo ideato da una amica su Facebook, che mi piace proporvi perchè bisogna rispondere alle domande proposte con i titoli dei libri che più abbiamo amato. Al vostro Angelo piace la lettura e spesso le capita come a don Chisciotte, di "impigliarsi" nella lettura, specie di notte. Ecco le mie risposte, e voi provate a darmene qualcuna nei commenti! Buona lettura, naturalmente:))))))
1. Sei maschio o femmina?
La ragazza dall'orecchino di perla
2. Descriviti:
Claudia Chauchat de "La Montagna Incantata"
3. Cosa provano le persone quando stanno con te?
La vita è meravigliosa
4. Descrivi la tua relazione precedente:
Cent'anni di solitudine
6. Dove vorresti trovarti?
La mia Africa
7. Come ti senti nei riguardi dell'amore?
Le notti bianche
8. Com'è la tua vita?
Il mondo nuovo
9. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?
Pace. Parole di pace, verità e non-violenza
10. Dì qualcosa di saggio...
Resurrezione
11. Una musica:
Racconti giamaicani
12. Chi o cosa temi?
L'orrore economico
13.Un rimpianto:
New York Tales
14. Un consiglio per chi è più giovane:
La Via del Cuore
15 Da evitare accuratamente:
Infelicità senza desideri

postato da: harielle alle ore 08:48 |
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domenica, 21 giugno 2009
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Mouyama, chiamiamolo così, è un giovane uomo di 27 anni, proveniente dalla Costa d'Avorio,
terra infuocata. A Mouyama piace lavorare il legno, piallarlo, lisciarlo, lucidarlo, e trarre dalla sua materia oggetti
che poi vende ai turisti o ai negozi di arredamento.
Lo conobbi qualche tempo fa, quando era appena arrivato in Italia e stava attendendo la risposta alla sua istanza di asilo politico.
Aveva gli occhi cupi di un dolore intenso, ma accettò di raccontarmi la sua storia, a voce bassa, sussurrandola
in un misto di inglese ed italiano con accento francese,
Oltre all'amore per il suo lavoro, Mouyama aveva un'altra passione, la politica.
Nel suo paese divampava una guerra civile,
ed una sera Mouyama ed i suoi amici avevano manifestato per diritti democratici insieme ai simpatizzanti del RDR, partito democratico.
Una manifestazione in piazza per chiedere più trasparenza.
Con lui c'era un amico, un attore, portabandiera del movimento:
si chiamava Yerefe, ma era noto come "H" al pubblico televisivo del paese.
Le squadre della morte lo attesero dopo il corteo, e la mattina dopo fu ritrovato il corpo di "H" massacrato dai machete.
Mouyama seppe dopo della morte dell'amico, perchè il suo quartiere venne messo a ferro e fuoco dagli squadroni della morte.
In quella notte le chiese vennero attaccate, i negozi bruciati, dei suoi cugini uccisi, lui fu sequestrato
e per molti giorni segregato in un pozzo.
A Mouyama vengono meno le parole, la voce diventa un rantolo.
Interrogatori, torture, dai suoi aguzzini apprende della morte dell'amico.
Le associazioni internazionali dei diritti umani in quei giorni alzano la voce, denunciano gli eccidi e gli arresti arbitrari.
Sei giorni dopo Mouyama viene liberato, lui stesso non sa perchè. Forse la pressione dei media si era fatta eccessiva,
forse la famiglia ha pagato un riscatto ai carcerieri, forse, dice lui, l'angelo che apparve al profeta mi ha aiutato.
Ma non può restare più in Cote d'Ivoire: un amico riesce a procurargli un biglietto, un falso passaporto, uno scalo a Parigi,
ma la Francia non è un luogo sicuro per lui, perchè gli squadroni cercano i dissidenti ivoriani proprio lì, per terminare il lavoro, dice.
Un lungo viaggio in treno e l'arrivo a Roma, la richiesta di asilo in un paese con una lingua straniera,
la vita per strada, come venditore ambulante, le notti trascorse in quello stabile in disuso vicino al mare,
il contatto con i volontari di una associazione per i diritti umani.
Sono passati solo pochi anni da quel racconto, e recentemente ho incontrato nuovamente Mouyama,
che ha ottenuto la protezione internazionale dell'Onu, e adesso ha un lavoro più stabile, una casa condivisa con altri rifugiati.
Ma da allora non ha potuto fare ritorno al suo paese,
nè avere notizie del padre anziano e del fratello. Mi sorride un po' e mi dice nel suo italiano imparato con fatica che anche se li ritrovasse,
la nostra legge non gli consentirebbe il ricongiungimento.
Questo è il destino, dice ancora. Poi mi trattiene una mano e mi regala un braccialetto intrecciato di cuoio e perline.
Lo portano le nostre donne, mi dice. Io lo ringrazio ancora, e ci salutiamo,
ognuno perso nei suoi pensieri,
e al mio polso quel bracciale intriso di nostalgia e dolore sembra pesarmi come tutto il dolore del mondo...
(il nome Mouyama è inventato per rispetto della riservatezza della persona, mentre il riferimento ad H è veritiero, come tutta la storia)
postato da: harielle alle ore 15:28 |
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domenica, 14 giugno 2009
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"I hate the way you talk to me. And the way you cut your hair.
I hate the way you drive my car. I hate it when you stare.
I hate your big dumb combat boots And the way you read my mind.
I hate you so much it makes me sick — It even makes me rhyme.
I hate the way you're always right. I hate it when you lie.
I hate it when you make me laugh — Even worse when you make me cry.
I hate it that you're not around. And the fact that you didn't call.
But mostly I hate the way I don't hate you — Not even close, not even a little bit, not even at all."
tratto dal film "10 thing I hate about you"

postato da: harielle alle ore 11:59 |
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mercoledì, 10 giugno 2009
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Quando si schiude al mattino
è vermiglia come il sangue.
La rugiada non la sfiora
per timore di scottarsi.
A mezzogiorno, già aperta,
è dura come il corallo.
Il sole s’affaccia ai vetri
per vederla sfolgorare.

Quando sui rami principiano
i passeri i loro canti
e viene meno la sera
fra le violette del mare,
diventa bianca, d’un bianco
simile a guancia di sole.

E quando la notte intona
Il bianco corno metallico,
mentre le stelle avanzano
e si dileguano i venti,
essa su un filo di tenebre
a poco a poco si Sfoglia

(Federico Garcia Lorca)
postato da: harielle alle ore 17:01 |
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martedì, 02 giugno 2009
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Quasi estate, tempo di bilanci e di cambiamenti
Un altro giro sulla giostra degli anni
Un altro giro del sole sulla ruota del mondo
E presto la luna tornerà al plenilunio
Ho bisogno di Feng Shui per la mia anima...

Summertime, time of balances and time of changes
Another turn on the merry-go-round of the years
Another turn of the sun on the wheel of the world
And soon the moon will come back at her full moon
I need Feng - Shui for my soul....


postato da: harielle alle ore 15:35 |
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giovedì, 21 maggio 2009
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Non mi aspetto regali da nessuno, nè carità di ali o penne
nel mio cielo, nel mio paradiso, da solo mi libro
per non inchinarmi sotto il pesante collare della schiavitù
Io sono un poeta, liberi i miei pensieri, la mia saggezza, la mia coscienza...
Tevfik Fikret, poeta turco

postato da: harielle alle ore 21:22 |
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martedì, 19 maggio 2009
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Il mattino appartiene a qualcuno.
Il sole nn resta sempre dietro le nuvole.
I giorni + belli da vivere con certezza verranno.
NAZIM HIKMET

postato da: harielle alle ore 21:05 |
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mercoledì, 13 maggio 2009
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Rossa canzone
è poesia,
rosso pensiero
è ideale,
rosso campo
è libertà...
Rosso speranza
è pace,
rosso sangue
è dolore,
rosso sole
è calore...
Rosso cuore
è battito,
rosso fuoco
è passione,
rosso fiore
è colore,
rosso infinito
è rosso d’Amore.
da Harielle, Angelo Rosso
rossi papaveri a tutti!
postato da: harielle alle ore 13:54 |
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